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Valle dei fuochi, grano tagliato e già stoccato per altre analisi

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Quando i grandi mezzi agricoli hanno acceso i motori e hanno iniziato a mietere il grano nelle zone di Pietrafitta interessate dal sequestro preventivo della magistratura, i telefoni hanno iniziato a squillare. "Cittadini sentinella" che ormai sorvegliano la valle e ai quali nessun movimento sfugge. Sono gli stessi che per primi si sono accorti che dagli scavi per i lavori dell'acquedotto erano venuti fuori altri cumuli di cenere nera. Ma il sigillo dei magistrati sui 255 ettari di territorio fa sì che nulla si muova senza il preventivo parere dell'Usl. (Leggi anche Ecco le criticità della Valnestore). Il grano è stato mietuto dietro parere favorevole, che è passato prima per il sindaco di Piegaro, Roberto Ferricelli (messo dal pm a custodia giudiziale dei beni sequestrati in via cautelare) e a cascata per uffici sanitari per poi far ritorno ai proprietari con l'esito e le relative prescrizioni. Come stabilito dai magistrati la messe può essere tagliata ma andrà stipata in luoghi adatti per poter procedere alle necessarie analisi prima di immetterla nel mercato. Dal momento in cui viene reciso infatti il grano è a tutti gli effetti un alimento e per questo andrà valutata la sua salubrità in ordine alle preoccupazioni relative al rischio contaminazione dato dalla presenza delle ceneri di risulta dalla combustione di lignite e carbone interrate qui per anni anche commiste a rifiuti solidi urbani. I proprietari dal canto loro sarebbero molto tranquilli sul punto, spiegano infatti che essendo fornitori di grandi aziende alimentari i loro prodotti sono da sempre analizzati e che analisi vengono poi sempre ripetute anche dall'acquirente e che l'esito dei test ha sempre rilasciato un bollino verde negli ultimi decenni. Invece c'è anche chi ha scelto di non tagliarlo il grano per quest'anno. Forse i tempi si sono allungati troppo rispetto al normale periodo di mietitura e non vale più la pena stiparlo e attendere la trafila degli esami. Intanto continua l'attività del comitato "soltanto la salute", è in cantiere l'organizzazione di una cena che dovrebbe tenersi il 16 luglio a Colle San Paolo e alla quale sono stati invitati tutti i parlamentari dell'Umbria, i consiglieri regionali che si sono attivati sulle questioni ambientali e sanitarie che riguardano la valle e rappresentanti delle istituzioni locali. E per lunedì intanto il Comune di Panicale ha rinnovato l'invito alle associazioni a partecipare all'assemblea che si terrà nel capoluogo, questa volta anche il comitato parteciperà ufficialmente. "Verità e responsabilità", le due parole che nel precedente incontro hanno fatto da minimo comune denominatore a tutti gli interventi. (Leggi anche Acquisite decine di cartelle cliniche) Anche perché nonostante in sequestro le aree eventualmente da bonificare dovranno essere interessate da un piano a più livelli con gli enti locali, regionali e nazionali, più i privati che a vario titolo sono coinvolti nella vicenda. L'Arpa dopo i riscontri analitici frutto controlli effettuati su mandato della procura della Repubblica (e qui la domanda è: perché in passato gli stessi controlli non sono mai stati fatti? Chi doveva vigilare?) ha re-inserito l'area nei siti regionali oggetto di bonifica. Nel 2002 è stato fatto lo stesso tentativo ma degli otto milioni stanziati nel Docup due ne sono stati impiegati. Ma le ceneri sono ancora lì.