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Caos in carcere, detenuto con sospetta tubercolosi

Roberto Minelli
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Sospetta Tbc nel carcere di Terni. A darne notizia è il sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, che denuncia di “avere pagato di tasca propria agli agenti le mascherine per fronteggiare un eventuale contagio perché l'amministrazione penitenziaria non ce le fornisce” . Fabrizio Bonino, segretario regionale Sappe per l'Umbria ha affermato che “un detenuto italiano, di 74 anni, ristretto per il reato di violenza sessuale è stato isolato in carcere per motivi sanitari, per una sospetta tubercolosi. Ma la cosa grave è che il personale di polizia penitenziaria (a differenza di medici e infermieri del carcere) non è dotato di maschere per evitare possibili contagi. Una cosa assurda, tanto che il Sappe ha pagato di tasca propria agli agenti le mascherine”. Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha invece sottolineato che “ai disagi e allo stress operativo per il personale di polizia penitenziaria come conseguenza di costanti e continui eventi critici, le carceri sembrano essere moderni lazzaretti, nei quali almeno una patologia sanitaria è presente nel 60-80% dei detenuti. Ciò vuol dire che almeno due detenuti su tre sono malati. Tra le malattie più frequenti quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti: a seguire i disturbi psichiatrici (32%), le malattie osteoarticolari (17%), quelle cardiovascolari (16%), problemi metabolici (11%) e dermatologici (10%)".