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Truffe ai sacerdoti, scoperto sodalizio criminale

Roberto Minelli
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I carabinieri di Cascia hanno individuato e denunciato due soggetti appartenenti ad un sodalizio criminale dedito alle truffe agli anziani, in particolar modo in due distinti episodi ad anziani sacerdoti. Nel primo un sedicente impiegato del tribunale di Roma ha telefonato a un sacerdote residente nella zona, con vari raggiri e modi cordiali ha cercato di conquistare la fiducia dell'ignaro interlocutore e si è quindi dichiarato disponibile all'archiviazione di una “contravvenzione penale” a suo carico in pendenza presso il proprio ufficio: da qui l'uomo ha invitato l'anziano sacerdote a versare su un codice Iban l'importo di 7.000 euro, in caso contrario nei prossimi giorni gli sarebbe stata recapitata una cartella esattoriale dell'importo di 18.000. Dopo essersi reso conto come il sacerdote non fosse intenzionato ad accogliere la sua richiesta, lo ha minacciato dicendogli che “era peggio per lui, la contravvenzione avrebbe proseguito l'iter penale e sarebbe dovuto andare a pagarla a Roma per l'intero importo”. Naturalmente il sacerdote non ha effettuato quanto richiesto e ha provveduto a segnalare l'accaduto ai carabinieri. Dopo qualche giorno è giunta un'altra telefonata ad un altro sacerdote, in cui l'interlocutore, presentandosi come un fantomatico addetto alla “redazione [email protected]” riferiva di avere una pendenza di oltre 12.000 euro. Nella circostanza, l'uomo si è detto disponibile ad aiutare il religioso, magari intercedendo presso il suo ufficio al fine di annullare il tutto: a una condizione, quella per la quale il sacerdote avrebbe dovuto versare l'importo di 6.781 euro per evitare che la sanzione transitasse nel “penale”, con gravi ripercussioni sulla sua persona, fino a un rischio di 6 anni di reclusione. Il religioso si è recato così subito presso l'ufficio postale di Cascia per provvedere al versamento di quanto richiesto. Fortunatamente i militari operanti avevano già preavvisato la direzione dell'ufficio postale di quanto si stesse verificando nel territorio e quindi l'impiegato ha provveduto ad invitare il prelato a sporgere denuncia ai carabinieri. Il truffatore è stato pertanto identificato come un pregiudicato residente nell'hinterland milanese. Successivamente è stata identificata l'intestataria dei conti correnti sui quali sarebbero stati versati i soldi. I militari operanti sono riusciti quindi a ricostruire il sodalizio criminale, composto da soggetti pregiudicati, residenti nella metropoli lombarda, dediti a questa tipologia di reati commessi nei confronti di persone anziane residenti anche in altre zone della regione in particolare nella zona dello Spoletino e dell'alto Ternano.