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Truffa milionaria all'Ast: come funzionava il giro di mazzette

Roberto Minelli
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E' di 8 arresti, 17 indagati e di perquisizioni e sequestri a raffica il bilancio dell'operazione ("Acciaio sporco") del corpo forestale dello Stato tra Umbria, Lombardia e Marche che ha consentito di scoprire una maxi truffa ai danni dell'Ast di Terni. In pratica gli indagati consegnavano all'acciaieria materiale di scarsa qualità, riuscendo tuttavia a superare i controlli in virtù della complicità di alcuni dipendenti dell'acciaieria, in virtù di un sistema di mazzette da 5.000 euro mensili. LE FOTO DEL BLITZ DELLA FORESTALE Tre le figure al centro del raggiro, vale a dire il legale rappresentante, riconducibile alla holding Metal Group Inox di Bergamo, il principale fornitore di acciaio inox di qualità 304 dell'acciaieria, finite ai domiciliari insieme a quattro dipendenti Ast "infedeli" del parco rottami e al legale rappresentante della Ecotras, ditta incaricata di trasportare l'acciaio a Terni da Fabriano. Le accuse vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla truffa alla frode in commercio e corruzione tra i privati.