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Orrore in comunità, pazienti minacciati e puniti

Maurizio Muccini
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Una foto drammatica. Dove appare un uomo con il viso segnato dalle percosse. Che era stata inviata direttamente ai carabinieri, tanto da far scattare l'immediata attività investigativa. Sospetti che hanno preso forza da un nuovo esposto anonimo, che era piombato nel dicembre del 2015, nel quale si segnalavano “ripetuti comportamenti violenti da parte degli operatori sanitari ai danni di diversi pazienti di una comunità terapeutica” situata nella frazione di Torchiagina, alle porte di Assisi. Una struttura riconosciuta dalla Regione che ospita soggetti di ambo i sessi con patologie psichiatriche, specializzata in finalità riabilitative e di reinserimento delle persone con problemi pure di tossicodipendenza attraverso interventi di tipo relazionale. Una “casa protetta” anche per quanti sono sottoposti a misure cautelari che necessitano di immediate cure (un'alternativa al carcere, per intenderci). E proprio da qui è scattata la clamorosa indagine (coordinata dal sostituto procuratore Michele Adragna) con tanto di intercettazioni video e audio che a distanza di tempo ha permesso di inchiodare ben sei operatori della onlus che gestisce il complesso, che giovedì 9 giugno sono statati arrestati dai militari (per tutti la misura dei domiciliari) con un'accusa pesante come un macigno: maltrattamenti e lesioni. Con l'ordinanza firmata dal giudice Carla Giangamboni che fa emergere nei dettagli tutto l'orrore. Moltissimi gli episodi venuti alla luce e tutti di particolare gravità Partendo da quando un paziente, che si era rifiutato di raccogliere dei fazzoletti buttati a terra, “è stato preso per il collo e colpito con un pugno”. O quella punizione esemplare verso una donna indifesa, che era stata “costretta a restare in piedi per diverso tempo contro un muro”. Oppure quel bicchiere d'acqua lanciato nel vuoto che ha scatenato da parte dell'operatore una reazione incontrollata, con aggressione prima verbale e poi fisica, con mani sul petto e sul collo”. Percosse continue e umiliazioni, quindi, quelle che emergono dell'ordinanza. L'interrogatorio di garanzia è stato già fissato per lunedì 13 giugno, quando gli arrestati sfileranno nell'aula del gup (dalle 9,30 alle 10,30).  Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di sabato 11 giugno (CLICCA QUI)