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Falsi contratti di lavoro per favorire extracomunitari

Roberto Minelli
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Il commissariato della polizia di Città di Castello ed il nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Perugia, nel corso di attività finalizzata alla repressione del favoreggiamento all'immigrazione clandestina e delle truffe ai danni degli istituti previdenziali, ha denunciato 14 persone, residenti a Città di Castello, Sansepolcro e Torino. I denunciati sono stati ritenuti responsabili di aver costituito finti rapporti di lavoro, creando false posizioni previdenziali ed assicurative, favorendo extracomunitari. L'indagine prende le mosse da alcuni accertamenti esperiti dagli agenti del commissariato tifernate, che rilevando alcune incongruenze sull'attività svolta da una macelleria del centro storico, hanno inteso approfondire alcuni elementi. Nel corso degli accertamenti, durati circa sei mesi, gli investigatori hanno appurato che un giovane cittadino marocchino ventisettenne, titolare del piccolo negozio, aveva utilizzato la propria ditta per simulare 13 rapporti di lavoro con altrettanti cittadini extracomunitari di origine magrebina. La piccola ditta individuale, sebbene realmente esistente, non aveva mai di fatto occupato i numerosi dipendenti che annoverava sui libri di lavoro. I falsi rapporti, costituiti mediante comunicazioni telematiche alla banca dati del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, effettuati da professionisti risultati estranei ai fatti, sono stati poi utilizzati dagli extracomunitari per ottenere fraudolentemente indennità di disoccupazione e di maternità e titoli di soggiorni non legittimamente spettanti. Nello specifico sono state accertate quattro truffe ai danni dell'Inps; tre consistenti in richieste di indennità di disoccupazione, rimaste nella fase del tentativo, essendone stata congelata l'erogazione. La quarta, riguardante la corresponsione dell'indennità di maternità, è stata portata a compimento, con un danno erariale di circa 16.000 euro. L'indagine ha inoltre consentito di individuare otto extracomunitari, 4 marocchini ed altrettanti algerini, titolari di permesso o carta di soggiorno, ottenuti mediante i menzionati falsi contratti di lavoro. Alcuni di essi sono riusciti a rinnovare i documenti di soggiorno svariate volte. Tre marocchini hanno utilizzato i falsi rapporti di lavoro per promuovere pratiche di emersione all'Ufficio territoriale del Governo di Perugia, consentendo il rilascio dei rispettivi permessi di soggiorno. Truffa aggravata e continuata, falso per induzione, alterazione o uso di documenti alterati per il rilascio di visti e permessi di soggiorno, false dichiarazioni di emersione, sono tra i reati contestati al nutrito gruppo di denunciati. Gli extracomunitari, secondo quanto accertato dalle indagini, avrebbero contestualmente usufruito di agevolazioni e contributi da parte di enti locali, dichiarandosi disoccupati e con redditi alla soglia della povertà.