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Riduzione in schiavitù, assolta coppia di imprenditori cinesi

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Roberto Minelli
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Si è concluso al tribunale penale di Perugia il processo nei confronti di due cittadini cinesi, marito e moglie, che nel lontano 2004 vennero denunciati dal personale del commissariato di polizia di Città di Castello per il reato di riduzione in schiavitù. Il collegio giudicante presieduto da Gaetano Mautone, ha assolto i due imprenditori di una piccola catena dove venivano impiegati sei operai per la confezione di camicie anche di grandi marche, scagionandoli perché il fatto non sussiste. Il blitz della polizia avvenne nel 2004 in un capannone industriale di Regnano di Città di Castello dove vennero trovate condizioni igieniche al limite e dove, secondo la denuncia, queste persone venivano fatte lavorare per circa 16 ore al giorno. I due accusati erano difesi dagli avvocati Gabrio Giannini del foro di Perugia e Guido Bacino di quello di Spoleto, che hanno smontato tutte le accuse.