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Palpeggiata dal bidello: in aula la versione choc della ragazzina

Roberto Minelli
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Ha raccontato a lungo quanto successo quel maledetto giorno a scuola, quando aveva undici anni e faceva le medie. Dal collegio presieduto dal giudice Nicla Restivo è stata sentita per quasi due ore. Ma arrivando all'episodio clou, quello che si è tenuta dentro prima di confessarlo a un'amichetta e poi alla cugina, è scoppiata in lacrime per la forte tensione emotiva. La testimonianza della giovane che aveva denunciato palpeggiamenti subiti da un bidello (incensurato) è stata acquisita al tribunale penale nel processo a Perugia che la vede parte civile insieme ai genitori, con l'assitenza dell'avvocato Marco Piazzai. Il bidello, che si professa innocente, è difeso dagli avvocati Gianni e Eugenio Zaganelli. L'udienza è stata dominata dall'intenso attimo di commozione della ragazza quando ha descritto come l'uomo le si sarebbe avvicinato. Ha confermato, in sostanza, la sua versione, ossia che si era recata alla toilette poco dopo le 11 e lui l'avrebbe aspettata quando è uscita. Poi l'avrebbe bloccata in un angolo dove “nessuno poteva vedere” e toccata più volte dopo averle rivolto parole sgradevoli. Rispondendo alle domande che le sono state poste, la giovane ha anche precisato che l'uomo non l'avrebbe sfiorata “per caso”, ma che mirava a toccarla. Nessuna possibilità di equivoco rispetto al suo atteggiamento, dunque, stando alla versione della minorenne.