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In migliaia per Santa Rita, anche raggiri con una finta rosa

Federico Sciurpa
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Da tutto il mondo a Cascia per Santa Rita. Migliaia di fedeli per una domenica - quella del 22 maggio - all'insegna della spiritualità, una giornata di celebrazioni per la santa patrona degli impossibili. Intanto nel triangolo Valnerina-Spoleto-Foligno sono stati messi a segno incredibili raggiri proprio nel nome di Santa Rita. Una mezza dozzina di casi quelli raccontati in rete o tramandati oralmente da gente che ha raccolto le confidenze del malcapitato di turno. Molto simile il modus operandi e anche il mezzo utilizzato: una rosa, simbolo magistrale della vita della Santa. Si prende di mira un anziano, meglio se donna. Possibilmente sola. Il momento preferito è quelo intorno all'ora di pranzo o poco dopo le 17. Con una scusa si avvicina il prescelto a “domicilio”. In genere ad agire è una ragazza abbastanza giovane, forse accompagnata da un complice che resta in auto pronto per la fuga post colpo. Si punta sulla devozione per la Santa dell'impossibile, offrendo poi in cambio di una piccola offerta proprio la rosa. Il colloquio avviene ancora sulla porta, la “truffatrice acqua e sapone” non ha ancora calato l'asso. Comincia a tossire e chiede con un filo di voce un “bicchiere d'acqua”. Come negarlo? Con uno scatto fulmineo conquista la casa e appena bevuto il primo sorso, quasi a mo' di ringraziamento, chiede alla malcapitata di sentire il profumo della rosa. Che è così forte da stordirla, senza però farle perdere i sensi. E qui il volto angelico della “signorina” si trasforma: modi bruschi e toni perentori. “Fuori i soldi e l'oro”. L'anziana è come impietrita dalla paura, consegna tutto prima di essere spinta a forza sul letto. A volte vola via l'intera pensione, ritirata poche ore prima. E poi? Molte volte neanche si sporge denuncia. Per la vergogna. E così facendo si fa un regalo enorme a questa gente che abusa del buon cuore degli altri!