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Stalking, i racconti choc di manie e persecuzioni

Jacopo Barbarito
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“Ogni situazione - commenta Francesca Gosti, dell'Ufficio Minori e famiglia - si contraddistingue con un modo di perseguitare. Di recente, abbiamo aiutato un uomo la cui ansia era arrivata a livelli tali per cui non era più in grado di guidare neanche per brevi tragitti. In un altro caso, un uomo, con scuse legate alla gestione dei bambini, effettuava nei confronti della sua ex moglie un numero non quantificabile di messaggi e telefonate, nonché “intrusioni” fisiche all'interno dell'abitazione. Infine, una donna, nel tragitto che percorreva quotidianamente in auto, leggeva messaggi di scuse in ogni secchio dell'immondizia, cartello stradale o cavalcavia!” Sara Pasquino racconta invece di una signora di 50 anni assistita al centro antiviolenza. “Madre di due figlie maggiorenni, si era separata e aveva iniziato una relazione con un altro uomo. Dopo un breve periodo, ha deciso di troncare il legame. E' iniziato lo stalking, con scenate in locali pubblici, pedinamenti, telefonate; è andato persino dai genitori di lei o sotto la sua abitazione. Temendo per la figlia e il nipote di 3 anni, ha deciso di denunciarlo". C'è anche chi è arrivato a fare del male, come ci dice Alessandra Menelao, responsabile nazionale dei centri di ascolto contro il mobbing e lo stalking della Uil: “Lo stalker, un ex compagno della vittima, ogni pomeriggio si recava sotto l'abitazione di lei e per 5 ore suonava il clacson. Ma ci sono situazioni in cui sono stati uccisi i gatti della vittima, o minacciati i bambini della coppia”. Casi limiti, per carità, ma anche spaccato di una situazione drammatica che crea non pochi problemi agli stessi familiari. Ovvio che bisognerebbe evitare di arrivare a situazioni limiti come quelli che abbiamo appena raccontato. Ma la strada è ancora lunga e costellata da mille difficoltà