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Scomparso nel nulla, appello disperato della sorella

Antonio Mosca
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“Sandro, sappi che ti stiamo aspettando a braccia aperte. E che ti vogliamo bene. Non importa cosa ti sia capitato, ma ti rivogliamo a casa”. E' l'appello disperato che Claudia Bellini ha lanciato a suo fratello, scomparso nel nulla da mercoledì 18 maggio. “E se qualcuno l'ha preso - prosegue la sorella - non gli faccia del male. Si può aggiustare tutto. Rivoglio mio fratello vivo e, se non è più possibile, voglio almeno poterlo piangere”. Claudia, con la voce rotta dall'emozione e dal dolore, venerdì 20 maggio ha partecipato alle battute che da 4 giorni tengono impegnati i vigili del fuoco, insieme alle unità cinofile e a tanti volontari, in località Palombara, sulle montagne intorno a Marmore. Sono stati allertati anche i sommozzatori, giunti da Roma, mentre le squadre dei vigili del fuoco passavano al setaccio anfratti, rocce e burroni. Alle ricerche stanno partecipando anche gli uomini della polizia provinciale. “Sandro - racconta la sorella, che ha 14 anni più di lui - è stato sempre una brava persona, con la testa sulle spalle. Ha sofferto moltissimo per la morte della moglie a causa di una malattia. Poi aveva incontrato una donna con cui voleva mettere su famiglia. Lui è stato sempre un uomo di sani principi. Di recente pare che ci siano state altre frequentazioni, probabilmente relazioni occasionali e di poca importanza”. E anche su questo aspetto i carabinieri, che stanno scandagliando la vita privata dello scomparso, vogliono fare piena luce. Claudia Bellini ricorda che il fratello non aveva alcun motivo per farla finita. “Stava attraversando un momento sereno della sua esistenza. Le cose - racconta - andavano bene al lavoro, nella ditta di termoidraulica dove lavora da anni. E teneva molto anche alla sua auto. Giorni fa aveva cambiato i freni. Fa effetto vederla adesso completamente bruciata. Sandro - prosegue - deve sapere che sua sorella maggiore e suo cognato lo stanno aspettando e che non ha nulla da temere. Anche gli amici e i colleghi di lavoro non vedono l'ora di riabbracciarlo”.