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Sgozzò l'ex fidanzata: "Volevo uccidermi, lei non doveva rientrare"

Roberto Minelli
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"Lei non doveva rientrare, se non lo avesse fatto oggi io sarei morto e lei sarebbe ancora viva". Queste le parole che Danut Barbu, reo confesso per l'omicidio di Ofelia Bontoiu, commesso nella camera di un albergo di Gualdo Tadino nel 2014, ha raccontato giovedì 19 maggio in aula davanti alla Corte d'Assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone (Semeraro a latere) cosa avvenne quell'8 marzo. L'imputato ha spiegato come la sua intenzione fosse quella di togliersi la vita, per la fine del rapporto con la giovane che non voleva saperne di seguirlo in Inghilterra e che quando lei, inaspettatamente, fece ritorno nella camera, lui era già sotto l'effetto dell'alcol e degli psicofarmaci e in possesso del taglierino che aveva acquistato per recidersi le vene. La Corte ha rigettato sia la richiesta di una nuova perizia psichiatrica che l'escussione di un nuovo teste. Il 26 maggio la discussione, il 27 le repliche e poi l'attesa sentenza.