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Beccato a spacciare droga al parco

Il parco Chico Mendez a Perugia

Roberto Minelli
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Segnalazione in Questura sulla presenza di uno strano “traffico” di personaggi sospetti nel parco-giochi denominato “Chico Mendez” in via Guerra a Perugia: la segnalazione, ovviamente, è stata immediatamente valutata dagli investigatori della squadra mobile, vista la tipologia del luogo indicato, frequentato anche da famiglie con i figli. Il “viavai” oggetto della segnalazione, secondo gli investigatori, non poteva che essere dovuto ad un giro di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli agenti della mobile hanno predisposto quindi un servizio di monitoraggio del parco e, dal loro punto di osservazione, fin dalle prime ore di appostamento, hanno riscontrato quanto indicato dai cittadini, con un giovane, con problemi di tossicodipendenza, che ha raggiunto il parco con una certa circospezione, per poi allontanarsi di fretta. Fermato, identificato e perquisito, è stato trovato in possesso di una dose di eroina che gli è stata sequestrata; ha dichiarato poi spontaneamente di averla acquistata da un giovane pusher maghrebino “operativo” in quella zona. Nel pomeriggio del giorno successivo, stesse modalità di intervento. La “goccia che fa traboccare il vaso” cade il terzo giorno: stesso schema, entrano nel parco due nuovi acquirenti, stavolta provenienti dal reatino, i quali non solo, come previsto, vengono sorpresi con le dosi appena acquistate, ma riferiscono agli investigatori di aver effettuato decine di altri acquisti proprio nello stesso contesto e sempre dal medesimo pusher. A questo punto, gli agenti hanno ritenuto di dover intervenire: in pochi secondi, uscendo allo scoperto, hanno fatto irruzione nel parco e sono riusciti a bloccare il giovane spacciatore, identificato per un tunisino di 30 anni, già noto alle forze dell'ordine. Perquisito sul posto, al pusher sono stati trovati circa 240 euro in contanti in banconote da piccolo taglio e un telefono cellulare con la Sim “dedicata” a tale attività. La successiva perquisizione presso il suo domicilio, inoltre, ha consentito di rinvenire un altro telefono e ben altre 3 Sim utilizzate per la stessa attività. Gli agenti hanno provveduto ad eseguire l'arresto in flagranza di reato a carico del tunisino.