Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Senza notizie della figlia da 2 anni: padre deve pagare mantenimento

Maurizio Muccini
  • a
  • a
  • a

L'inferno di un papà. Che da più di due anni non può abbracciare la sua bimba di appena quattro anni. Perché è lontana, anzi fuori Italia. Insieme alla sua mamma, che ha di fatto perdere le sue tracce. Senza avere uno straccio di recapito, senza un luogo dove poter andare. E tutto ciò nonostante che la sua ex non abbia più la potestà genitoriale della piccola (affidata da tempo ai servizi sociali). E la disperazione dell'impiegato perugino 46enne, la cui storia sembra essere uscita da un film dell'assurdo, proprio in questi giorni ha raggiunto livelli ancora più preoccupanti. Perché la giustizia lo ha tra l'altro condannato a pagare un robusto mantenimento, anche se la sua amata figlia è come “sparita”. Ma andiamo per ordine, partendo da cinque anni fa. Quando nasce la relazione tra l'impiegato e la giovane straniera. All'inizio tutto rose e fiori, visto che i due vanno a vivere insieme in una casa nel cuore del capoluogo umbro. Dall'unione nasce la bimba, anche se la felicità dura purtroppo pochissimo tempo. La coppia scoppia dietro alle continue rivendicazioni economiche della compagna, con liti anche furibonde che portano dritte alla separazione. Ma la “guerra” tra i due continua senza freni, fino ad arrivare a dure controversie e quindi a procedimenti giudiziari sia civili (ancora pendenti, proprio per gli alimenti) che penali. L'uomo si ritrova sulla testa una denuncia per stalking e successivamente un'altra pesante come un macigno: abusi sessuali. Ma alla fine, in entrambi i casi, dopo lunghe indagini tutto si chiude con l'archiviazione. Nel frattempo però la bimba (che ormai ha due anni) viene affidata ai servizi sociali, con la collocazione sempre presso il domicilio della madre. Ma ecco l'incredibile: siamo nell'aprile del 2014 quando la ex compagna lascia improvvisamente il Paese, portandosi dietro la piccola. E da quel preciso istante il 46enne precipita nell'incubo. E tenta il tutto per tutto, rivolgendosi sia al tribunale dei minori che a quello ordinario (sottrazione di minori con potestà decaduta), per poi chiamare in causa addirittura la Convenzione dell'Aja. Tutto inutile.