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Troppo arsenico nella falda: chiuso un pozzo

Alessandro Antonini e Sara Minciaroni
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È stata firmata dal sindaco di Panicale Giulio Cherubini l'ordinanza di divieto dell'uso potabile del pozzo del campo sportivo di Tavernelle. Arpa e Asl hanno trovato arsenico sopra la norma. Gli impianti sportivi della frazione di Panicale insistono su un deposito di ceneri da carbone provenienti dalla centrale di La Spezia che furono mischiate a quelle della lignite bruciata nella centrale Enel di Pietrafitta. Il controllo è scattato a seguito dell'inchiesta sulle discariche di ceneri e rifiuti riscontrate nella zona e in base agli indici di incidenza di patologie tumorali al di sopra della media. Il pozzo in questione non veniva utilizzato da anni se non a scopo irriguo per il campo sportivo di Tavernelle, a titolo di estrema cautela comunque l'amministrazione lo dichiara non utilizzabile per uso idropotabile. Asl e Arpa hanno anche ricampionato l'acqua dell'acquedotto (con uno storico dal 2004 ad oggi) e non risultano anomalie. Insomma nell'acqua pubblica, quella che arriva nelle case dei cittadini è tutto regolare. Ma la quota di arsenico nella falda sotto le ceneri supera la soglia che nel 2011 l'Ue ha fissato come invalicabile, abbassando gli indicatori previsti dalla legislazione italiana, si parla di 19 micro grammi per litro sui 10 consentiti. Le amministrazioni di Panicale e Piegaro, i due comuni assieme a Città della Pieve dove sono stati mappati i depositi di cenere e rifiuti, hanno fissato un cronoprogramma per rendere pubblici i dati delle analisi in corso, di concerto con la magistratura visto che è stato aperto un fascicolo dal pm Paolo Abbritti. I risultati saranno inseriti nelle home page dei siti istituzionali dei due comuni. L'obiettivo è coniugare la necessità di trasparenza e di tutela della salute pubblica e il segreto istruttorio imposto dall'indagine della procura della Repubblica di Perugia. Già da stamattina l'ordinanza nel sito comune.panicale.pg.it l'ordinanza nel dettaglio sarà visibile a tutti. Nella stessa area degli impianti sportivi in passato sono state segnalate chiusure di pozzi a seguito di analisi private che hanno riscontrato a più riprese la presenza oltre i limiti di sostanze nocive.