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Inferno con il vicino: minacce con coltello e pistola

Jacopo Barbarito
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Il sogno di una vita, l'acquisto di un piccolo appartamento. In pieno centro storico a Città di Castello. Che si trasforma presto in un incubo per una giovanissima coppia. Con il burrascoso rapporto con i vicini di casa che per un niente non sfocia in qualcosa di gravissimo. Litigi continui, spesso nati per futili motivi. Come la bicicletta lasciata nell'androne del palazzo, che scatena la rabbia appunto dei vicini (padre e figlio, proprietari dell'abitazione adiacente). Con le minacce con tanto di coltello puntato alla gola e con una pistola puntata alla tempia. Senza dimenticare cartelli e “avvisi” al veleno lasciati in cantina. Fino a quando la coppia, sfinita e preoccupata, non ha trovato la forza di denunciare tutto ai carabinieri del posto (dopo l'ennesimo inquietante episodio). Da qui l'indagine e il lungo procedimento giudiziario nei confronti appunto di padre e figlio. Con la brutta storia che il 3 maggio ha fatto una breve apparizione nell'aula del tribunale. I coniugi, giovanissimi, si sono costituiti parte civile (con l'avvocato Eugenio Zaganelli, qui nella foto) chiedendo un risarcimento di quasi 30mila euro.