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Imprenditore vince in Appello: "La banca gli restituisca i soldi"

Roberto Minelli
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Voleva assicurare una rendita alla sua famiglia. Ma è finito a battagliare con una banca in tribunale quando ha capito che i suoi propositi erano destinati a naufragare. Ora, però, la Corte di appello di Perugia ha ordinato all'istituto di credito di restituirgli oltre 15.000 euro, ossia le rate versate in un quadriennio. Così è stata riformata una sentenza di primo grado del Tribunale di Perugia che aveva invece respinto il ricorso del cliente per far dichiarare nullo un piano di finanziamento e tutti i contratti collegati. Ma andiamo con ordine. Tutto comincia quando nel 2000 un piccolo imprenditore, per garantire una rendita ai familiari in caso di suo improvviso decesso, contrae con la banca una polizza assicurativa per cui avrebbe pagato un premio mensile di 500 euro. Un paio di anni dopo, l'istituto gli propone un'altra operazione: sostituire il prodotto assicurativo con un altro in teoria più efficiente e in grado di fargli accumulare capitale utile per gli anni post-lavorativi. Così il cliente stipula una nuova polizza insieme a un contratto di finanziamento, garantito con pegno sulla nuova polizza assicurativa previdenziale. La proposta di adesione al piano di finanziamento prevedeva la concessione di 54mila euro al tasso annuo del 6,22% per 15 anni (con rimborso in 178 rate mensili di circa 465 euro), secondo quanto illustrato nell'atto di citazione in appello dalla difesa del cliente, rappresentata dall'avvocato Simone Budelli (foto). L'imprenditore ha versato il premio assicurativo per quattro anni, poi si è ammalato tanto da essere alla fine riconosciuto invalido civile dalla commissione valutatrice della Regione. E i pagamenti si sono interrotti. La banca ha quindi sospeso l'esecuzione del piano finanziario; ha anche revocato il fido sul conto intestato alla società dell'imprenditore (poi andata fallita) e, infine, ha risolto in modo unilaterale il piano finanziario trattenendo le rate corrisposte per la polizza su cui era stato costituito il pegno. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di venerdì 22 aprile (CLICCA QUI)