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Moglie uccisa col fucile, perizia psichiatrica su Rosi: ecco l'esito

Ale. Ant.
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I periti del tribunale confermano: Francesco Rosi è compatibile col regime carcerario. L'agente immobiliare arrestato per l'omicidio della moglie, l'avvocatessa Raffaella Presta - uccisa con una fucilata il 25 novembre 2015 in via del Bellocchio a Perugia (LEGGI L'ARTICOLO) - è stato oggetto di perizia psichiatrica. “L'attuale condizione detentiva – è scritto da Sergio Scalise Pantuso (medico legale) e Alessandro Perazzi (psichiatra) nella stessa perizia esaminata dai giudici nell'incidente probatorio – non appare di per se stessa foriera né peggiorativa dello stato di disagio psicologico che risulta sostanzialmente correlabile alla consapevolezza da parte del Rosi della gravità dell'atto compiuto e delle ripercussioni che lo stesso ha avuto sul personale futuro e sulle persone a lui più care”. Certo, continua la perizia, è “di fondamentale importanza che il soggetto possa continuare il percorso terapeutico e riabilitativo già intrapreso”. Devono altresì proseguire tutti i monitoraggi per evitare eventuali atti di autolesionismo. I periti incaricati dal gip Valerio D'Andria che lo hanno visitato, in cella lo scorso 7 aprile, hanno descritto anche episodi di commozione nel parlare della moglie uccisa e del figlio. Erano presenti anche i consulenti di parte Mauro Bacci, Giuseppe Sciaudone, Enrico Minciotti e Tiziana Camorri. Rosi è difeso da Luca Maori e Donatella Donati, la famiglia Presta rappresentata da Marco Brusco.