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Rifiuti, altra partecipata nel mirino: sesta interdittiva antimafia

Alessandro Antonini
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E sei. Dopo Gesenu, le partecipate (con differenti percentuali) Campidano ambiente, Viterbo ambiente (poi respinta dal Tar), Ecoimpianti e consorzio Gest, l'interdittiva antimafia arriva alla Sia. Alla società di igiene ambientale che si occupa della raccolta e lo smaltimento nella Media Valle del Tevere (Todi esclusa, ndr). Un terremoto che tocca il cuore dell'Umbria. I membri di parte pubblica che partecipano alla composizione della compagine sociale sono i Comuni di Marsciano (53,07 %), Deruta (0,86 %), Collazzone (0,09 %), Fratta Todina (0,17 %), San Venanzo (0,17 %), Monte Castello Vibio (0,17 %), Gualdo Cattaneo (0,26 %), Giano dell'Umbria (0,09 %), Cannara (0,17 %) e Massa Martana (0,35 %). I soci privati sono Gesenu (35,90 %) e Gmp (8,70 %). Al centro della sesta interdittiva il rischio di infiltrazioni mafiose già contestato alle altre società della galassia Gesenu. Poi ci sono le norme statutarie, che avrebbero permesso il propagarsi del provvedimento pur essendo la citata Gesenu al 35%. L'annuncio è stato dato sabato 16 aprile dal sindaco di Marsciano Alfio Todini in una riunione dei capigruppo in consiglio comunale. L'obiettivo dei soci ora è proprio la modifica dello statuto per poi impugnare eventualmente la stessa interdittiva davanti al Tar. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di domenica 17 aprile (CLICCA QUI)