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Istituto di agraria, furto al micro-birrificio

Roberto Minelli
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Furto al micro-birrificio dell'istituto agraria di Città di Castello che qualche settimana fa si era guadagnato la ribalta nazionale per la qualità del prodotto e il metodo di lavorazione artigianale. I ladri non sono riusciti ad accaparrarsi la prelibata birra, il passito e la grappa nella palazzina adiacente l'edificio scolastico adibita a cantina-laboratorio ma, dopo aver forzato la porta di ingresso, hanno prelevato un compressore e il relativo macchinario collegato utilizzato dagli studenti per completare il ciclo di imbottigliamento della birra con il tappo finale. Un furto di modesta entità a livello economico, che la dirigente scolastica, Anna Rita Benedetti ha provveduto a segnalare alle forze dell'ordine, che rischia però di mettere in ginocchio e rallentare l'attività della produzione artigianale in particolare della birra ormai prossima a riprendere il secondo ciclo di imbottigliamento. Senza quella macchina che consente con l'adeguata pressione di mettere i tappi alle bottiglie tutto si ferma. Proprio qualche settimana fa l'istituto di istruzione superiore Patrizi-Baldelli-Cavallotti aveva ricevuto una donazione tecnologica da parte di Sogepu insieme alla Fondazione per l'istruzione agraria di Città di Castello che ha permesso di acquistare una caldaia, un fermentatore a temperatura controllata e un nuovo ammostatore, grazie ai quali la produzione di birra sarà costante e di maggiore qualità. "Se non riusciremo al più presto a tornare in possesso del compressore e degli altri strumenti collegati per l'imbottigliamento della birra - ha spiegato la dirigente - dovremo acquistarli per non compromettere il buon andamento del progetto". Sono circa 200 gli allievi (fra cui anche alcuni ragazzi disabili che seguono con interesse e buoni risultati questo inedito laboratorio didattico) dell'indirizzo agrario dell'istituto impegnati nella produzione della “Birra del Marchese Ugo Patrizi” sotto lo sguardo del professor Alessandro Baldicchi.