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Scippo mortale, il figlio della vittima: "Non dimenticare"

Federico Sciurpa
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A pochi giorni dalla pronuncia del Riesame, che ha rigettato la richiesta di scarcerazione nei confronti del marocchino fermato dai carabinieri con l'accusa di aver scippato Loredano Maranini (morto in seguito alla caduta) alla Pallotta, prende posizione il figlio del pensionato, Marco Maranini. Che sottolinea quanto segue: “Nelle scorse settimane l'uscita delle notizie riguardo l'arresto della persona che avrebbe provocato la morte di mio padre non ha dato merito a chi in questo periodo ha continuato a lavorare in maniera silenziosa ma assidua. Io, in prima persona, ho rispettato quella scelta, confidando pienamente nelle istituzioni, nonostante mi rendessi conto quanto fosse difficile riuscire a dare un volto all'aggressore. Non nascondo nemmeno il fatto che le mie certezze abbiano vacillato, ma poi è giunta la svolta. Sento, quindi, la necessità di ringraziare la procura e l'Arma, il cui merito principale è, a mio avviso, stato quello di credere, fermamente credere che - nonostante l'aver perso i primi preziosi giorni per le indagini indirizzate, non per loro responsabilità, verso un soggetto poi risultato estraneo - nulla era perduto. Il maggiore Sfacteria e l'intero Comando provinciale hanno saputo svolgere il loro lavoro in maniera seria, scrupolosa ed intelligente, dimostrando come un'indagine cavillosa, costituita non solo da tecniche moderne ma anche da strategie consolidate nel tempo, molto spesso paga. Quello di cui ho bisogno ora - concludeMarco Maranini - è che la città, che in questi mesi mi è sempre stata vicina e che è rimasta profondamente scossa da questa vicenda, faccia uno sforzo ulteriore affinché la tragedia accaduta non finisca nel dimenticatoio, dimostrando altresì che un gesto del genere è un affronto non solo ad una famiglia, ma ad un'intera comunità. Mi auguro, pertanto, che alla lesione di tutti questi diritti corrisponda una pena adeguata”.