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Ottiene giustizia dopo 22 anni

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Elio Clero Bertoldi
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Ventidue anni per avere giustizia. E non é ancora del tutto finita perché ora, in forza del verdetto della Cassazione, l'interessato deve passare alla fase dell'esecutività della sentenza. Deve insomma riscuotere il “quantum” che gli é dovuto dal debitore, la gestione liquidatoria Usl 3, nel frattempo disciolta. Recita un proverbio medievale: “dà due volte chi dà subito, non dà nulla chi tarda a dare”. Come dire: la giustizia lenta, non é giustizia. Un professionista perugino, un architetto, aveva iniziato - affidando la cura dei propri interessi civili agli avvocati Giancarlo e Nerio Zuccaccia - una causa nel luglio del ‘94. L'azione civile era tesa ad incassare il saldo delle competenze per la prestazione professionale, fornita nella stesura del progetto per il nuovo polo del Santa Maria della Misericordia. Progetto di massima indispensabile per accedere ai finanziamenti straordinari indispensabili per poter costruire la struttura sanitaria. L'iter giudiziario é andato avanti sino ad oggi. Per carità il caso si é dimostrato abbastanza complesso con ricorsi e controricorsi, con lo scioglimento dell'Usl, che era stata la committente del progetto e altri aspetti giuridici. Ma resta sempre un processo durato 22 anni. Quasi un quarto di secolo. Tra l'altro l'architetto aveva svolto il ruolo di vice coordinatore del collegio di professionisti che aveva lavorato al progetto e anche il direttore dei lavori. La sentenza ha riconosciuto che il professionista ha diritto ad una parcella di 340.511 euro, più gli interessi. Una cifra importante, dunque. Ma incassata (ipotizzando che l'esecutività dei pagamenti avvenga in tempi brevissimi) 22 anni dopo il dovuto. Quando si critica la lentezza della giustizia, si parla di casi concreti, come questo.