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Schiaffeggia la compagna e scappa via, ma la polizia scopre ben altro

Roberto Minelli
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Era un intervento di routine in un appartamento di Fontivegge: lei, 28 anni, colombiana, appena arrivata a Perugia, chiama la volante perché il compagno l'aveva schiaffeggiata ed era andato via. Ma agli agenti intervenuti il suo racconto non è stato chiaro e hanno voluto approfondire la vicenda; in particolare non si spiegavano come mai la donna non volesse indicare il nome dell'uomo, nome fornito solo dopo un'opera di convincimento. Tale identità non ha portato ad identificazioni certe. I poliziotti hanno quindi visionato le immagini di videosorveglianza del palazzo e hanno identificato un uomo che usciva dal palazzo in orari compatibili; lei categoricamente ha smentito di conoscerlo. Sono quindi seguiti gli accertamenti sul telefono in uso a lei, con cui aveva chiamato il 113 e si è scoperto che era stato attivato in un negozio di Perugia con le generalità di un documento di identità rubato a Milano. Le immagini del negozio hanno chiarito che era stata lei a presentarsi in compagnia dell'uomo ripreso dalle telecamere del palazzo. E' stata quindi rintracciata nuovamente la donna che ha ammesso come a picchiarla fosse stato proprio l'uomo ripreso dalle telecamere, un connazionale, e che non aveva fatto prima il suo nome perché temeva ritorsioni. Non sapendo dare spiegazioni del documento d'identità oggetto di furto è stata sottoposta ad accertamenti dattiloscopici dai quali sono emersi numerosi precedenti per reati contro il patrimonio con altri nominativi, e una nota di rintraccio per reato di furto aggravato in concorso proprio con il compagno colombiano. Entrambi sono stati indagati per ricettazione; lei anche per false generalità a pubblico ufficiale, lui per lesioni.