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Piccola Sara nella chiesa di San Martino e svelato un mistero

Euro Grilli
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“Perché Sara è stata portata qui? Perché il cimitero è il luogo dei morti, e la bimba ci ha indicato invece la via della vita. Perché siamo qui stamattina? Perché il Signore ci ha mandato un segnale. In questo mondo avvolto dalle tenebre, dalle guerre, dalle violenze, dalla sopraffazione, noi abbiamo avuto un segnale. Una stella si è accesa: la vicenda di Sara è un faro luminoso per illuminare la fetta di umanità che viene a contatto con la storia di questa bambina. E perché Sara viene sepolta qui? Perché ce lo ha indicato lei quel giorno, con quel palloncino lanciato in cielo insieme a tanti altri e che è tornato indietro, si è avvicinato alla statua della Madonna Morena, qui vicino la chiesa. È Sara che ha chiesto di tornare qui, in questo luogo a lei così caro”. LEGGI Sette fatti strani nel suo nome - LEGGI Nuova tumulazione per la bimba morta folgorata - LEGGI Il racconto in tv Così ha parlato il vescovo Ceccobelli lunedì mattina, prima di celebrare la messa nella chiesa di San Martino in Colle, dove la salma di Sara Mariucci, la piccola morta folgorata il 5 agosto 2006, dopo aver toccato inavvertitamente un cavo elettrico scoperto, mentre era in vacanza in Calabria e stava giocando su una giostra, era stata riportata in processione pochi minuti prima. Il giorno del funerale della piccola la madre Anna rivelò che la figlia, la sera prima di morire, le aveva raccontato di aver conosciuto “un'altra mamma, molto più buona di te, che si chiama Mamma Morena”. Poco dopo si scoprì che quella “mamma Morena” era l'indicazione per arrivare alla Madonna Morena, che si venera in Bolivia e le cui festività si concludono proprio il 5-6 agosto. Lunedì mattina, grazie al decreto che è stato firmato dalla presidente della Regione Catiuscia Marini su richiesta del sindaco di Gubbio Stirati, è stato possibile aprire la tomba di Sara, situata nel cimitero di San Martino in Colle e portare la piccola Sara in processione nella chiesa parocchiale. Una folla incredibile (presenti ovviamente i gentiori di Sara, i fratelli, i familiari e tutti i parenti), con gente proveniente da tutta Italia e anche dall'estero, l'ha seguita e ha partecipato alla messa celebrata da monsignor Ceccobelli alla presenza di altri sacerdoti e di padre Francesco Ferrari, il parroco, incaricato anni fa dal vescovo di raccogliere tutte le testimonianze sui “fatti strani”, tra cui guarigioni miracolose, verificatisi dopo la morte della piccola Mariucci. C'è voluta poi più di un'ora per consentire a tutte le persone di entrare nella cappella dedicata alla Madonna Morena, realizzata nella sacrestia, e dove l'artista eugubino Luca Grilli ha scolpito un bellissimo sarcofago di pietra dove riposerà Sara. Infine l'ultimo fatto strano, che è stato rivelato da Palmiro, il nonno di Sara: “Qualche settimana dopo la morte di mia nipote, eravamo alla fine di agosto, mi sono accorto che nel mio uliveto era nato uno strano fiore di colore bianco. Di una specie rara, mai visto prima. L'ho fatto analizzare all'istituto di botanica dell'università di Perugia: è risultato che era uno stramonio, fiore originaro del Sudamerica, molto comune in Bolivia dove si venera la Madonna Morena, la mamma ritenuta più buona di tutte dalla nostra Sara. Da quel giorno ogni anno il fiore bianco di Sara ritorna puntuale a fiorire in agosto”.