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Appalti e favori all'Ast, chiesti 7 rinvii a giudizio

Il pm Massini

Roberto Minelli
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Il sostituto procuratore Elisabetta Massini ha chiesto il rinvio a giudizio di 7 degli 11 indagati per l'inchiesta sui favori in cambio di appalti all'Ast di Terni. Un caso esploso giusto un anno fa dopo il clamoroso outing dell'imprenditore Cristian Spina, la cui ditta, la Misp Automation, figura come parte lesa insieme alla stessa Ast. Il pm ha chiesto lo stralcio delle posizioni di Marco Freddo, Walter Maffeo, Mauro Donnini e Ambra Bobbi, chiedendone l'archiviazione. Richiesta su cui ora dovrà pronunciarsi il gip. Per gli altri, indagati, ha chiesto invece il processo, togliendo però di mezzo l'ingombrante accusa di associazione a delinquere formulata all'inizio delle indagini insieme ad altri reati, tra cui la truffa, l'estorsione e la ricettazione. Le richieste di rinvio a giudizio, su cui l'ultima parola spetterà al gup il prossimo 21 settembre, sono state invece avanzate nei confronti di Alessandro Illuminati, Francesco Mancini, Corrado Vicentini, Fabio Paciotti, Arturo Ferrucci, Eros Ceccarelli e Alessandro Segala. Nel pieno dell'operazione “Do ut des”, portata avanti dal Nipaf della Forestale, Spina aveva lanciato la sfida agli altri imprenditori. “Chi sa parli - aveva detto. Li invito a raccontare come funzionava il sistema degli appalti”. Lui lo aveva fatto, raccontando la sua versione dei fatti, anche di fronte al pm che lo aveva ritenuto affidabile. Dalle sue parole, e dai riscontri che ne erano seguiti, erano scaturiti gli 11 avvisi di conclusione indagine notificati a 3 persone che allora figuravano come alti dirigenti e 8 funzionari di livello apicale dell'Ast.  Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di sabato 26 marzo a cura di Antonio Mosca (CLICCA QUI)