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In casa con quasi un chilo di eroina nella cassaforte

Jacopo Barbarito
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Blitz degli uomini della sezione “Antidroga” della squadra mobile di Perugia, dopo lunghi servizi di appostamento nei confronti dei movimenti di due donne di origine ungherese, disoccupate, che vivevano in un'abitazione indipendente nell'area di San Marco. Gli agenti hanno atteso che le due donne uscissero di casa e, prima che salissero a bordo della loro autovettura insieme al loro cane di razza “Dogo Argentino”, le hanno fermate, identificate per V.C. ed E.C., ungheresi di 26 e 54 anni, e le hanno invitate a fare rientro in casa per una perquisizione. Dall'interno di una piccola cassaforte metallica mobile proveniva un fortissimo odore acre ed acetoso, caratteristico delle sostanze utilizzate per la lavorazione dell'eroina, soprattutto se in grandi quantità. Nella casa sono state inoltre trovate buste in plastica abilmente intagliate, con fori perfettamente circolari, e del nastro adesivo, il tutto ai fini del confezionamento di piccole dosi di stupefacente. Inoltre, all'interno di un mobile, è stato trovato anche un “immancabile” bilancino di alta precisione e sostanza da taglio varie, in particolare diverse bustine di mannitolo e altre sostanze. Tra la biancheria, vi era una busta in cellophane con 4000 euro, in banconote di taglio vario. Venivano individuati, poi, due computer portatili e due smart-phone con relative schede sim: ritenuti strumenti riferibili all'illecita attività di spaccio, sono stati sottoposti a sequestro probatorio, anche perché le donne non erano in grado di giustificarne il regolare possesso. All'interno di un borsellino è stata trovata una piccola dose di cocaina pari a circa 0,30 grammi, ma era nella cassaforte metallica che le due donne custodivano il loro vero e proprio “tesoro”: una serie di grossi involucri in cellophane contenenti eroina, per un peso complessivo pari a 820 grammi. Le due donne venivano immediatamente trasferite in Questura per il loro fotosegnalamento e per la formalizzazione dell'arresto in flagranza di reato per detenzione, a fini di spaccio, dello stupefacente rinvenuto e sequestrato, in concorso.