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Cani abbandonati addestrati a fiutare bocconi killer

Sandra Ortega
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I recenti casi di avvelenamento di un esemplare di lupo femmina di circa un anno rinvenuto morto a Vallefeggio e di quattro cani, tre dei quali salvati dai medici veterinari, nelle località di monte Verguglio e Carosina, hanno intensificato il lavoro del gruppo cinofilo “Balto”, costituito circa due anni fa e composto al momento da circa 15 volontari. I fatti risalgono al mese di febbraio e nelle tre aree contaminate, con l'ausilio delle unità cinofile del canile comunale addestrati dal gruppo “Balto”, è stata eseguita una ricerca - bonifica che ha permesso di rinvenire diverse esche contenenti sostanze velenose ad azione letale. Si tratterebbe nello specifico di pezzi di salsicce imbottite di veleno. L'attività è finalizzata a bonificare per quanto possibile le zone coinvolte, riducendo al minimo il rischio di avvelenamento di altri animali domestici e selvatici. “La piaga dei bocconi avvelenati – si legge in una nota del sindaco di Nocera Umbra Giovanni Bontempi - denota un comportamento di gravissima inciviltà. È doveroso ricordare che chi dissemina esche avvelenate viene punito da una specifica normativa penale poiché, oltre all'uccisione di animali domestici di cani e gatti, mette in serio pericolo anche l'incolumità umana e gli equilibri ambientali delle zone contaminate. Ringrazio il gruppo Balto, per l'impegno, ed i risultati conseguiti sino ad oggi, frutto della passione per gli animali e il rispetto incondizionato della natura e del nostro territorio”. E' stata inoltre evidenziata l'importanza delle segnalazioni, di questi incresciosi episodi, alle autorità competenti che i medici veterinari sono obbligati a fare.