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Ottiene 20.000 euro di finanziamento con documento fasullo

Maurizio Muccini
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Era riuscita ad ottenere un finanziamento di circa ventimila euro con un trucchetto niente male. A dire la verità già utilizzato in altre circostanze, sempre con successo. Perché al momento di stipulare il contratto con i funzionari della banca di turno (con tanto di apertura del conto corrente presso l'istituto) lei offriva come garanzia la sua attività di libero professionista, risultata successivamente inesistente. Ma cosa ancora più grave, è che la signora stessa riusciva ad indurre tutti in errore mostrando un documento di riconoscimento “fasullo”. Precisamente una patente di guida sapientemente falsificata, utilizzando la propria fotografia ma con sotto un nominativo diverso. Così come “taroccata” è risultata essere una tessera sanitaria attraverso la quale sarebbe riuscita ad “intascare” altri prestiti. Almeno fino a quando la quarantaseienne perugina (difesa dall'avvocato Angelo Lonero) è stata smascherata, al punto da finire a processo con l'accusa di truffa e sostituzione di persona. E proprio giovedì 10 marzo, davanti al giudice monocratico Albani, la brutta vicenda risalente al lontano 2011 ha fatto una breve apparizione in aula. Ma in questo procedimento c'è un pure un secondo imputato, un 41enne residente da molti anni a Corciano, che avrebbe fatto un versamento proprio sul conto corrente aperto dalla perugina (“per questo ho ricevuto in regalo un tablet”, aveva dichiarato in fase di interrogatorio), alimentando quel “concorso tra loro” ipotizzato con forza nel ricco capo d'imputazione. Accuse che i difensori dell'uomo coinvolto, i legali Flavio Mennella e Donato Gagliardi, sono pronte a far sgretolare nel corso delle prossime fasi dibattimentali. A cominciare da quella in programma nel mese di novembre prossimo quando sfileranno sul banco dei testimoni i primi testi del pubblico ministero.