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Traffico di eroina e coca, catturato boss nigeriano

Roberto Minelli
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Non era solo uno dei più autorevoli membri del gruppo nigeriano “disarticolato” dall'operazione “Turnover” della squadra mobile di Perugia due anni fa, ma era il capo “locale” del gruppo operativo a Firenze, alle dirette dipendenze del “capo” del sodalizio operativo in Italia e domiciliato a Roma (catturato nel maggio 2014. Si tratta di un nigeriano di 34 anni: l'operazione condotta tra il 2012 e il 2014 dalla polizia di Perugia era stata concepita per neutralizzare una vera e propria rete di soggetti tutti dediti al traffico di droga in Italia e aveva portato all'emissione di 37 misure di custodia cautelare in carcere. L'indagine, inoltre, aveva consentito l'individuazione e la cattura di due pericolosissimi latitanti nigeriani rifugiatisi in Irlanda con false generalità, uno dei quali era a pieno titolo inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi. Particolarità del gruppo oggetto dell'indagine “Turnover” è la triste circostanza per la quale i corrieri di droga che avevano la sventura di cadere nella trappola degli investigatori di Perugia, solitamente appena atterrati a Fiumicino, venivano erroneamente ritenuti, dai loro mandanti, in fuga con la sostanza e pertanto “traditori”: le conseguenze, per le loro famiglie e per le loro case in Nigeria, erano nefaste, al punto che dopo la somministrazione di un potente rito “Voodoo” sull'arrestato, i familiari erano oggetto di pesanti violenze e ritorsioni. L'indagine in narrativa, oltre a permettere di individuare e cogliere in flagranza circa un decina di “corrieri-ovulatori” inviati in Italia per immettere sul mercato nazionale ingenti quantitativi di eroina e cocaina, sequestrata per oltre 10 chilogrammi, ha consentito soprattutto di identificare i “mandanti”, gli “organizzatori” dei vari trasporti, presenti in vari paesi esteri e distribuiti nelle principali città italiane per la gestione delle relative piazze di distribuzione, all'ingrosso, dello stupefacente. Tra questi anche un nigeriano di 34 anni, che gli uomini della Mobile avevano avuto modo di conoscere già all'inizio dell'indagine attaccando una sua foto, sulla cartina dell'Italia, proprio su Firenze; il malvivente si era distinto per la scaltrezza e per l'acume criminale grazie ai quali non solo non era mai stato arrestato in flagranza, ma soprattutto, si era dato alla fuga, facendo perdere ogni traccia di sé dal territorio nazionale. Gli uomini della squadra mobile tuttavia non si sono persi d'animo e hanno continuato a seguire le sue tracce, intervenendo nel momento più opportuno: nel pomeriggio di lunedì 7 marzo, dalla polizia di frontiera aerea di Bologna, è arrivata la conferma degli accertamenti e degli approfondimenti svolti e diretti ad assicurare alla giustizia anche il referente fiorentino del gruppo. Proveniente da Casablanca, sul suolo emiliano è ricomparso il 34enne il quale, pensando di aver eluso le ricerche della polizia, prima ancora di mettere piede in aeroporto è stato immediatamente ammanettato e successivamente trasportato nella più vicina casa circondariale: ad eseguire la cattura ha provveduto proprio il personale della Polaria di Bologna.