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Droga, arrestato "Antonio il napoletano" e il suo complice

Jacopo Barbarito
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Blitz degli agenti della sezione antidroga nella frazione di San Marco a Perugia. I poliziotti hanno fermato e arrestato un cittadino egiziano, Mohamed Gamal, detto "Antonio il napoletano”, noto spacciatore di eroina insieme ad altri complici, malgrado si trovasse in regime di affidamento in prova al servizio sociale nella provincia di Napoli. L'uomo, però, giunto a Perugia il 19 febbraio, viveva in via Gnoli insieme alla compagna e alla figlia di un anno. Alla vista degli agenti ha di guadagnare l'interno dello stabile, per darsi alla fuga e disfarsi di un involucro che teneva in mano e che è riuscito a lacerare. Il sacchetto conteneva ben 130,92 grammi di eroina. Nella casa, inoltre, Gamal aveva tutto l'occorrente per la fabbricazione delle dosi. La sua presenza in città è legata alla fornitura di stupefacenti a “pusher” italiani, tra cui si ipotizzava anche Lorenzo Bocci, soggetto con precedenti  in materia di stupefacenti, legato a  stranieri provenienti dalla Campania quali suoi diretti fornitori di stupefacente. Gli agenti hanno quindi fermato anche Bocci, che usciva dalla sua casa a Ferro di Cavallo. All'atto del controllo consegnava spontaneamente un involucro in cellophane contenente a sua volta 7 piccole confezioni in cellophane termosaldate contenenti eroina per un peso di 3.88 grammi. L'uomo aveva con sè anche 385 euro in banconote di piccolo taglio e diversi cellulari: in uno dei due apparecchi telefonici, sul registro delle chiamate in entrata risulteranno presenti due contatti provenienti da un numero  memorizzato in rubrica come “Antonio”, che corrisponderà all'utenza trovata in possesso di Gamal.  Analogamente sul telefono in uso a Gamal risulteranno registrati i due contatti verso il numero in uso a Bocci e rubricato a nome “amico”, confermando  l'ipotesi investigativa. La successiva perquisizione domiciliare a carico di Bocci permetteva di rinvenire e sequestrare ulteriore somma di denaro pari a 3.725 euro in banconote di vario taglio. Nella sua auto, inoltre, c'erano due barattoli in vetro con coperchio, una paletta da giardiniere, 1 forbice e un taglierino, verosimilmente utilizzati per nascondere la droga. Infatti lo stesso, con atteggiamento collaborativo,  subito dopo accompagnava gli operatori in via Col di Lana,  dove – occultato in un cespuglio – faceva rinvenire un pacchetto di sigarette con all'interno altre 8 confezioni in cellophane termosaldato in tutto e per tutto simili a quelle prima rinvenute. Le confezioni, del peso lordo di gr. 4.82, contenevano anch'esse “eroina”.