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Morto dopo lo scippo, dna del fermato "molto compatibile"

I funerali del pensionato morto in seguito allo scippo

Ale. Ant.
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Il dna, definito “molto compatibile”, ha incastrato il presunto scippatore killer che lo scorso 4 ottobre ha ucciso a Perugia - schiantandolo a terra per strappargli il borsello - Loredano Maranini (LEGGI L'ARTICOLO). Quello che per i carabinieri stavolta è senza dubbio l'autore dello scippo mortale è un giovane marocchino. E' cioè della stessa nazionalità del primo fermato, il trentasettenne che nei primi giorni dopo il tragico evento era stato considerato il presunto colpevole, poi però scagionato (e scarcerato dal gip Lidia Brutti) da un alibi di ferro ricostruito nei giorni successivi alla morte del pensionato perugino. Grazie anche a tre cruciali testimonianze. Stavolta i militari e gli inquirenti sembrano essere andati a segno. Con gli indizi fin qui raccolti, frutto di testimonianze, intercettazioni telefoniche e registrazioni di videocamere di sicurezza, inchioderebbero l'uomo. Sarebbe proprio lui l'autore dello scippo mortale ai danni del 72enne pensionato Maranini avvenuto il 5 ottobre scorso nei pressi della Pallotta, precisamente all'incrocio con via dei Filosofi. Quando, nel disperato tentativo di resistere al ladro che gli si era avvicinato con una scusa cercando di strappargli il borsello, era finito a terra sbattendo violentemente la testa. Un impatto per lui devastante. Resta lo stretto riserbo da parte dell'Arma: l'inchiesta è ancora in corso e l'uomo sottoposto a fermo di indiziato di delitto - atto firmato dalla pm Valentina Manuali - è stato interrogato e verrà risentito nelle prossime ore. Si punta alla confessione. Intanto nulla si è appreso sulla posizione del fratello, anche lui fermato. Poco dopo la tragedia un uomo di origine marocchine è stato videoregistrato dalle telecamere della profumeria Limoni - dotata di un importante sistema di videosorveglianza a seguito dei continui furti con spaccata - lungo via Pallotta, dalla rotatoria all'incrocio con via dei Filosofi. E' il sospettato dello scippo mortale, ha su una felpa blu con i polsini colorati ben distinguibili e un cappello con visiera bianco; viene filmato mentre cammina e fuma una sigaretta, poi un'altra telecamera lo immortala a correre verso via Santucci. Un mese dopo un soggetto vestito alla stessa maniera viene intercettato e identificato da una pattuglia dei carabinieri di servizio sempre alla Pallotta. Si tratta del fratello, commesso in un esercizio commerciale, che racconta come per un periodo aveva ospitato il fratello. Che nel frattempo era tornato a Parma. Da qui l'esame del dna, comparato con quello ritrovato sul borsello del pensionato ucciso, e il blitz emiliano che ha permesso di fermare il sospettato.  Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di domenica 21 febbraio (CLICCA QUI)