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Fotografo picchiato e rapinato, condannati due spoletini

Pam. Be.
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Due spoletini aggredirono un fotografo toscano, lo picchiarono e lo rapinarono, condannati a due anni e sei mesi di reclusione e a pagare un risarcimento danni di 20.000 euro ciascuno. Lo ha deciso il collegio penale del tribunale di Spoleto al termine della camera di consiglio. I due cinquantenni hanno rilasciato spontanee dichiarazioni, respingendo le accuse mosse dal giovane fotografo, ma i giudici hanno creduto alla versione del ragazzo ascoltato in una delle precedenti udienze. Una dura condanna per i due per i reati di lesioni e tentata estorsione. I fatti. Era il 2008, tra il toscano e uno dei due spoletini, si crea dapprima un rapporto di lavoro, poi di amicizia. Il ragazzo, un trentenne, fa un servizio fotografico all'allevamento di cani di razza dello spoletino e lo fa pagare 1.500 euro. Ebbene questo sarebbe stato il punto della discordia. Lo spoletino non gradisce il servizio - stando sempre a quanto ricostruito - tanto che insieme a un amico, invita il fotografo toscano in Umbria, con la scusa di fargli visitare un altro allevamento di cani. I due spoletini lo conducono in una stradina isolata di Monteluco e lo picchiano. I cinquantenni, sottraggono anche la borsa di lavoro al malcapitato, con dentro due macchine fotografiche professionali, una telecamera, un pc e due assegni da 1.300 euro. “Te li restituiremo solo dopo aver avuto indietro i 1.500 euro pagati per il servizio fotografico”, gli dissero, stando a quanto dichiarato in aula dalla vittima. “Mi dissero di seguirli con la mia macchina - aveva raccontato il giovane in una udienza - mi portarono a Monteluco, per fare altre foto ad altri cani, per un ulteriore servizio giornalistico. A un certo punto imboccarono una stradina stretta senza via di fuga, scesero dalle auto e io feci lo stesso. Uno dei due mi insultò e mi minacciò di spezzarmi le gambe. Poi - aveva aggiunto - aprì la giacca e mi disse di avere una pistola. Nel frattempo l'altro mi colpì alla nuca da dietro”. Il ragazzo cadde a terra, privo di sensi.