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Perforazione causata da colonscopia, chiesti al medico 45.000 euro di danni

Roberto Minelli
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Qualcosa va storto durante l'esame. L'azienda sanitaria paga il dovuto alla paziente che riporta una lesione. Ma per il medico ci sono altri strascichi che prendono la forma di una citazione davanti alla Corte dei conti. Proprio mercoledì 10 febbraio il procuratore regionale Antonio Giuseppone ha sostenuto in udienza la responsabilità medica per il danno corrispondente al risarcimento erogato in favore della paziente rimasta lesa durante l'accertamento diagnostico. I fatti sono avvenuti nel Tifernate. Una donna si sottopose a colonscopia preoccupata per il sangue trovato nelle feci. Ma durante l'esame si verificò l'imprevisto: una perforazione del colon. “Era un intervento di routine, di natura esplorativa e non di tipo chirurgico”, ha ricordato il procuratore argomentando la sussistenza dell'errore medico e della colpa grave. Da qui la richiesta di condanna del professionista al pagamento di 45mila euro a favore della Asl, oltre alla rivalutazione monetaria e alle spese. La difesa, rappresentata dall'avvocato Mario Rampini, esclude invece qualsiasi ipotesi di responsabilità. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di giovedì 11 febbraio a cura di Alessandra Borghi