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Simula rapina per non dire alla moglie di essere pieno di debiti

Roberto Minelli
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“Correte, sono stato rapinato”, ha detto al 113 nel primo pomeriggio di mercoledì 10 febbraio e la squadra volante di Terni si è precipitata in suo soccorso. Gli agenti lo hanno trovato nei pressi della passerella di via Lungonera e lo hanno accompagnato in questura, consegnandolo ai colleghi della squadra mobile ai quali ha iniziato a raccontare la “sua brutta avventura”, mentre la volante è ritornata sui luoghi dell'agguato alla ricerca degli assalitori. "Erano in due", inizia a raccontare il 38enne di Viterbo, “mi hanno teso un agguato vicino alla chiesa di San Salvatore, mi hanno picchiato e portato via il giubbotto, dove tenevo il portafogli con 900 euro. Avevo appena concluso un affare con un agente immobiliare cha ha l'agenzia in centro”. Ma il racconto dell'uomo, soprattutto per quanto riguardava i suoi spostamenti, da subito non ha convinto gli investigatori, che sono tornati a ripercorrere insieme a lui il tragitto fatto sia prima che dopo l'aggressione. Nel frattempo, la volante, ha ritrovato in via Lungonera Cimarelli, il suo giubbetto contenente i documenti. Incalzato dalle domande degli investigatori, alla fine, l'uomo è crollato ed ha ammesso di essersi inventato tutto: dai due aggressori, all'agente immobiliare, fino ai 900 euro, il tutto per non dover ammettere alla moglie di non avere più soldi, ma anzi di essere sommerso dai debiti. Disoccupato e senza precedenti penali, l'uomo è stato denunciato per simulazione di reato.