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Ucciso in piazza, la famiglia fa causa allo Stato

A sinistra, il fratello di David Raggi

Roberto Minelli
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Due richieste di citazione a giudizio per la presidenza del consiglio dei ministri e per i ministeri dell'Interno e della Giustizia. Con questa modalità la famiglia di David Raggi, il ragazzo di Terni ucciso in piazza da uno straniero (LEGGI L'ARTICOLO), ha fatto causa allo Stato. La famiglia Raggi - che si presenterà martedì 2 febbraio al tribunale civile di Roma - contesta il mancato adeguamento a una direttiva europea che impone allo Stato italiano di costituire un fondo per le vittime di particolari reati di natura transnazionale, tra cui rientra quello di David, per il quale l'assassino è stato recentemente condannato a 30 anni. Altro capitolo riguarda i ministeri dell'Interno e della Giustizia, rei - secondo la famiglia - di non aver disposto l'espulsione dell'omicida, condannato a 6 anni e 8 mesi per fatti accaduti nelle Marche.