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Uccisa dal marito, Rosi tenta ancora di farsi del male: trasferito

Maurizio Muccini
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Una condizione mentale al limite. Che sembra essere precipitata negli ultimi giorni, quando avrebbe tentato nuovamente di farsi del male all'interno della sua cella. Per questo Francesco Rosi, l'uomo finito in carcere per aver ucciso con due colpi di fucile la moglie Raffaella Presta nella villetta del Bellocchio, a Perugia (LEGGI L'ARTICOLO), nelle prime ore della mattinata di venerdì 15 gennaio è stato trasferito d'urgenza - su disposizione del giudice - nel reparto di osservazione psichiatrica della casa circondariale di Piacenza. Affinché possa essere seguito nel modo migliore da un'equipe medico-specialistica, che avrà trenta giorni di tempo per analizzare il suo stato di salute e quindi valutare se è nella possibilità di intendere e di volere. Il provvedimento ha sorpreso tutti, a cominciare dai suoi legali Luca Maori e Donatella Donati, che presto lo raggiungeranno in Emila Romagna. Come si ricorderà l'agente immobiliare aveva compiuto atti di autolesionismo nei primi giorni del nuovo anno, nonostante una sorveglianza 24 ore su 24 degli agenti della penitenziaria. Anche attraverso alcune telecamere. Eppure aveva rischiato grosso quando aveva fatto un cappio al collo con la giacca e una volta con la camicia, ma nelle due occasioni la prontezza delle guardie aveva scongiurato ogni rischio. Rischio che forse si è riproposto successivamente, fino al punto di arrivare al trasferimento nella clinica di osservazione, di cui è invece sprovvista la nostra regione (anche se c'è un progetto di realizzazione in corso). Rosi, una volta appresa la decisione, si sarebbe opposto. Inutilmente.  Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di sabato 16 gennaio (CLICCA QUI)