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Omicidio Presta, Rosi ha tentato di farsi male in cella

La villetta del Bellocchio

Roberto Minelli
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Francesco Rosi, che si trova in carcere per aver ucciso con due colpi di fucile la moglie Raffaella Presta nella villetta del Bellocchio, a Perugia, ha tentato nei giorni scorsi di farsi del male. Gravi “atti di autolesionismo” in cella, compiuti il 3 e 4 gennaio scorsi. La prima volta con un giacca che l'uomo avrebbe arrotolato e stretto intorno al collo (provvidenziale l'intervento degli agenti della penitenziaria). Stessa cosa il giorno successivo, questa volta sembra con una camicia. Anche in questo caso solo tanto spavento. Su quanto accaduto la difesa, rappresentata dall'avvocato Luca Maori, non vuole rilasciare dichiarazioni. Limitandosi a ribadire, come più volte espresso, che la sintomatologia depressiva del proprio assistito è evidente. “Viene monitorato 24 ore su 24 - continua il legale - proprio perché è molto provato dalla detenzione, con problemi seri dal punto di vista psicologico e psichiatrico”. L'agente immobiliare è in completo isolamento, dato che “non ci sono attualmente le condizioni affinché possa stare con gli altri”. Intanto, dopo la decisione del Riesame, potrebbe arrivare a breve la chiusura delle indagini.