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Indagato per l'omicidio della madre: Federico, "l'uomo montagna"

Sa. Bi.
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Nel quartiere San Pio X, dove ha abitato assieme alla famiglia prima di trasferirsi a Varesina di Città di Castello, un minuscolo nucleo di case che si affaccia lungo la strada che porta al valico, Federico Bigotti lo ricordano tutti. Per questo il sentimento che condividono gli abitanti del quartiere non si discosta da quello dell'intera comunità: costernazione mista ad amarezza, non solo per la tragica morte di Anna Maria Cenciarini (LEGGI L'ARTICOLO), ma per la brutta piega che sta prendendo la vicenda (LEGGI L'ARTICOLO). “Federico non ha mai interrotto i rapporti con gli amici storici, quelli dell'infanzia”, confermano alcuni avventori del bar del quartiere. “Da piccolo, giocava nel campetto da calcio vicino alla chiesa assieme ai coetanei”. Solo che da alcuni mesi, il ventunenne non si vedeva più in giro. Almeno, non frequentemente come era solito fare prima. Un ragazzo normale, tranquillo a dispetto della mole che non passava inosservata (è amante dello sport e della palestra). Negli ultimi tempi, invece, quel fisico imponente si era letteralmente trasformato per un dimagrimento considerevole che quasi lo aveva reso irriconoscibile. Ventuno anni e le passioni che condividono i ragazzi di quell'età: il profilo facebook, le foto su Instagram, qualche frase “a effetto” scritta di getto e il cui senso è conosciuto solo alla cerchia di amici. L'ultimo messaggio postato in queste ore. Un cuore azzurro seguito dalla frase con l'hashtag “riposa in pace mamma”. Poi i video su Youtube quando partecipò ad un talent in qualità di comico e quella descrizione di se stesso: “Mi chiamano come Primo Carnera - rivela; l'uomo montagna perché sono grande e grosso ma come tutti quelli grossi sono dolce e buono”.  Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di mercoledì 30 dicembre (CLICCA QUI)