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Ucciso in casa dai ladri, nuove aggravanti per i 5 imputati

Roberto Minelli
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Si fanno più pesanti le accuse a carico delle cinque persone - sei con la colf di origini pugliesi che andrà a giudizio a febbraio - arrestate dai carabinieri di Terni in seguito alla tragica rapina dello scorso 28 aprile a Gabelletta, in cui ha perso la vita il 91enne Giulio Moracci (LEGGI L'ARTICOLO). Il pm Barbara Mazzullo, accogliendo le richieste avanzate dai familiari della vittima attraverso l'avvocato Andrea Colacci, ha infatti contestato altre due aggravanti: l'aver agito in cinque o più persone e l'aver approfittato delle condizioni di minorata difesa delle vittime, l'anziano e la moglie Fioranna, assaliti in casa dalla banda di rapinatori. Esclusa, dal magistrato, l'aggravante della crudeltà. Alla luce delle modifiche, i legali difensori dei cinque imputati - gli avvocati Francesco Mattiangeli, Luca Maori e Giuseppe Squitieri - hanno chiesto i termini a difesa con rinvio del procedimento disposto dal gip Maurizio Santoloci al prossimo 18 gennaio. Il giudizio abbreviato, condizionato all'acquisizione di alcune perizie medico legali, è nei confronti dei tre autori materiali della rapina - tutti di nazionalità rumena - e dei due presunti basisti, italiani. Quest'ultimi avrebbero pianificato il colpo, fornendo al gruppo il necessario supporto logistico e tutte le indicazioni per accedere senza problemi all'interno dell'abitazione di via Andromeda.