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Rapina in banca, direttore e dipendenti minacciati con la pistola

Maurizio Muccini
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Freddi, lucidi e spietati. Non hanno sbagliato una mossa. Armati di pistola, con il volto completamente travisato da un passamontagna e in perfetta tuta da lavoro, hanno aspettato l'orario di chiusura della banca (intorno alle 17,30 in punto di lunedì 16 novembre) per poi fare irruzione e portare a segno il colpo. Un super colpo, quello compiuto ai danni della filiale della Popolare di Spoleto situata in via della Scuola, proprio nel cuore di Ponte San Giovanni, che ha fruttato un bottino che da una prima stima dovrebbe addirittura superare i centomila euro. Si vedrà più avanti. I banditi erano in tre. Due sono entrati nei grandi uffici da una finestra laterale dell'istituto, che con molta probabilità era già stata “allentata” nelle ore precedenti (con tanto di bulloni ben svitati). A dimostrazione che nulla è stato lasciato al caso. L'altro balordo è rimasto invece all'esterno a presidiare il portone principale, pronto a favorire la successiva fuga. Ma da una prima ricostruzione dei fatti, è emerso che i rapinatori sono piombati al momento giusto, ciò quando il direttore della filiale stessa e alcuni dipendenti stavano contando il denaro presente in cassa, dopo la rituale chiusura degli sportelli al pubblico. E contemporaneamente erano intenti a caricare la macchinetta del bancomat per il giorno successivo. Ma non hanno avuto il tempo nemmeno di rendersi conto di ciò che stava accadendo quando si sono visti puntare davanti agli occhi la pistola: “Dateci tutto, fate presto, altrimenti…”, hanno intimato minacciosi. Momenti di autentico panico. Che sono sembrati un'eternità. Alla fine i tre sono scappati, in tutta tranquillità, con un'autovettura di grossa cilindrata parcheggiata a breve distanza, sembra di colore nero. Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di martedì 17 novembre (CLICCA QUI)