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Frode dell'extravergine, inchiesta sulla Coricelli si sposta a Spoleto

Roberto Minelli
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La procura di Torino ha disposto il trasferimento dell'inchiesta sulla frode dell'extravergine di oliva alle procure competenti per i territori nei quali vengono prodotti gli oli dei sette marchi finiti nel mirino. Per quanto riguarda gli accertamenti sulla Coricelli, dunque, sarà la procura di Spoleto a coordinare tutte le indagini del caso, come conferma il procuratore capo Alessandro Cannevale. Intanto da Torino rimbalza che oltre alla contestazione per la presunta frode in commercio viene anche ipotizzato un altro reato, la vendita di prodotti industriali con segni mendaci atti ad indurre in inganno il compratore sulla qualità del prodotto. Gli atti dunque sono stati trasferiti per competenza alle procure di Firenze, Genova, Spoleto e Velletri, ossia i luoghi di produzione degli oli oggetto delle indagini che secondo gli inquirenti sarebbero stati venduti come extravergine pur non avendone tutte le qualità. La decisione è stata presa dal sostituto procuratore Raffaele Guariniello, che ha diffuso una nota, in piena intesa con il procuratore capo di Torino Armando Spataro. Il nuovo reato contestato scaturirebbe da ulteriori indagini effettuate dai carabinieri del Nas e dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L'azienda spoletina ha già respinto ogni addebito (precisando di essere pronta a “produrre tutte le proprie adeguate contro deduzioni che non potranno altro che confermare la correttezza della propria condotta”), così come altre aziende coinvolte che si sono dette estranee alle contestazioni.