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Sacerdote rischia condanna per violazione di decreto regio

Tifoso con Daspo assolto

Pamela Bevilacqua
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E' per una violazione di un decreto regio del 1934 che un parroco spoletino è finito sotto processo e ora rischia una condanna. La contestazione che viene mossa è quella di aver tenuto, in una casa famiglia che gestisce una parrocchia dello Spoletino, alcuni anziani non autosufficienti, quando secondo la legge a riguardo, un po' datata in effetti (è degli anni Trenta), quella struttura non sarebbe adeguata per farlo. Vi possono essere ospitati insomma solamente persone autosufficienti. È il 18 aprile del 2011 e in seguito a una segnalazione, i militari del Nas, effettuano un controllo nella casa famiglia situata nello Spoletino. Le condizioni della struttura sono ottime, idem il trattamenti degli ospiti, la pulizia e qualsiasi altro standard. Sette sono gli ospiti, tutti anziani, ma tre di loro, risultano a una prima occhiata, non autonomi. “C'era chi aveva la sedia a rotelle, chi delle protesi - ha raccontato un militare al giudice - abbiamo inoltrato la segnalazione all'Asl, che tramite i suoi medici avrebbe fatto un accertamento sulle condizioni effettive dei tre ospiti. Noi non potevamo fare nessuna valutazione medica”. Una struttura dove vi erano sempre due operatori domiciliari, turnazioni che coprivano 24 ore su 24. Inoltre i medici di base dei pazienti, facevano delle visite regolari nella casa famiglia per valutare la situazione dei loro assistiti, come ha confermato una testimone della difesa del prete, una dottoressa ascoltata in aula. Infine i membri della parrocchia svolgevano attività di volontariato, andando a trovare questi anziani, facendo loro compagnia. Insomma un meccanismo in realtà ben organizzato, una struttura efficiente, così come riscontrato dagli stessi Nas. Nulla a che vedere con gli ospizi lager. Succede però a volte, che nel sistema giudiziario, alcuni aspetti vengano disciplinati da norme antiquate. E per un cavillo si può finire nei guai. “Il decreto regio in questione - spiega l'avvocato Santoni - classifica la non autosufficienza di una persona anziana secondo un sistema non obiettivo, tanto che questo metodo, è stato abbandonato perché non ritenuto, dai medici stessi, attendibile”. Il giudice Augusto Fornaci ha rinviato l'udienza a marzo per gli ultimi testi e sentenza. A sostenere l'accusa il pm Roberta Maio.