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Prosciutto avariato alla mensa scolastica, il Comune: "Non è scaduto"

Maurizio Muccini
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Una lettera per certi versi inquietante. Che riapre una ferita mai rimarginata, perché riguarda la qualità del cibo nelle mense scolastiche del Comune di Perugia. E' quella inviataci dal genitore (con tanto di firma) di un bambino che frequenta l'Infanzia “Alessandro Manzoni” di Prepo. Che proprio all'uscita da scuola del figlio si è visto avvicinare da due insegnanti. “Mi hanno riferito che ai nostri bambini era stato dato da mangiare del prosciutto avariato. - attacca - Se ne erano accorte loro quando, finito il pranzo dei piccoli, hanno iniziato a mangiare loro stesse gli stessi alimenti degli alunni. E immediatamente hanno telefonato alla Cooperativa che prepara i pasti, che ha fatto presente che già in altri plessi era stato segnalato lo stesso problema”. Da qui lo sfogo. Totale. Da quello che si è appreso però nelle ore successive, nessuno (tra grandi e piccini) avrebbe avuto conseguenze dal quel prosciutto cotto dal “sapore acido”. E questa è la cosa più importante. E la “palla” non poteva che finire nelle mani del dirigente comunale Pierluigi Zampolini, responsabile dell'unità operativa “servizi scolastici”. “Non c'è stata alcuna procedura di non conformità del prodotto - ha subito precisato - perché da una prima e attenta verifica è emerso che alla segnalazione delle due insegnanti dell'Infanzia di Prepo non hanno fatto seguito altri riscontri. Mi sono immediatamente attivato con la cooperativa incaricata alla preparazione dei pasti e non ci sono stati dubbi sul fatto che quel prosciutto cotto non era assolutamente scaduto, come quello strano sapore poteva in un primo momento far immaginare (la data ultima è il prossimo 19 novembre)”. "Quel prosciutto è stato distribuito ad un totale di 200 adulti e a circa 4.000 bambini di tutte le nostre scuole". Articolo completo nel Corriere dell'Umbria di mercoledì 11 novembre (CLICCA QUI)