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Ragazza travolta sull'A1, paese sconvolto dalla tragedia

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Roberto Minelli
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Una vita che si spezza a 25 anni è una tragedia a prescindere da tutto, che lascia sgomento chiunque. A Moiano anche chi non conosceva Silvia Betti, la ragazza coinvolta in uno spaventoso incidente sull'Autosole all'altezza di Ficulle e morta nella tarda serata di lunedì all'ospedale di Perugia (LEGGI L'ARTICOLO), è riuscito a stento a trattenere le lacrime per un'autentica sciagura. Nella popolosa frazione di Città della Pieve dove risiedevano i suoi nonni, dove la famiglia possiede ancora una casa e dove lei si trasferiva spesso da Milano, la morte di Silvia ha lasciato un vuoto enorme. Era ormai parte integrante della vita sociale del paese, sempre attiva nell'organizzazione di eventi, come le feste estive, alle quali prendeva parte da anni, e sempre sorridente con il piacere di fare qualcosa di significativo. La ricordano così i suoi amici. La ricordano così i tanti ragazzi di Moiano con i quali aveva da subito stretto amicizia, integrandosi senza problemi di alcun genere per le sue qualità umane, per la sua allegria e il suo essere sempre positiva. Quella di Silvia è una famiglia molto nota anche a Città della Pieve; suo nonno è stato tra i fondatori della Casa del popolo di Moiano, che da queste parti significa aver fatto parte della storia di una collettività. La salma è per ora a disposizione dell'autorità giudiziaria che già nelle prossime ore rilascerà il nulla osta per la sua restituzione ai familiari che potranno così procedere all'organizzazione dei funerali.