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Accusa marito di violenze sessuali e percosse: ma è lei a finire a giudizio

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Roberto Minelli
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E' finita a giudizio per calunnia la donna che dopo la domanda di divorzio da parte del marito ad appena sette mesi dal matrimonio in Marocco, paese d'origine di lei, aveva denunciato l'uomo per una serie di fatti gravi. Ma la procura di Terni ha archiviato tutto e la donna è così finita a processo. Lui è un ex carabiniere di 59 anni, lei marocchina di 28, entrambi residenti a Terni. Tutto è iniziato quando l'uomo, dopo 7 mesi di matrimonio, chiede il divorzio per "non consumazione". A questo punto la donna lo accusa per averla costretta a subire violenze sessuali anali e orali dietro la minaccia di farla rimpatriare, di averla segregata in casa senza cibo e senza possibilità di uscire. La ventottenne ha poi riferito di essere stata anche minacciata con una pistola, denunciando il marito pure per percosse e per una presunta appropriazione indebita di 2.000 euro in contanti. Il giudice ha però prosciolto l'ex carabiniere, ritenendo infondate le accuse, da qui la donna è finita alla sbarra per calunnia.