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Si fingono conoscenti e derubano anziana: coppia di ragazzi nel mirino

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Roberto Minelli
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“Buongiorno, sono la figlia di Maria…”. Continuano a fioccare a Foligno le segnalazioni, in particolare dal quartiere Ina Casa, dove anziani che vivono da soli vengono quotidianamente abbordati da una coppia di giovani che esordiscono con la più banale delle frasi e citando un nome che la dice lunga sulla furbizia con cui è stato scelto, essendo decisamente comune, che serve per attaccare bottone e in qualche modo a tranquillizzare l'interlocutore finito nel mirino. Il colloquio prosegue poi con l'affermazione di trovarsi lì appositamente per fare visita a quel certo anziano, oppure con la richiesta di avere carta e penna per segnare qualcosa che serve urgentemente. Eppure dietro questi approcci il più delle volte si nascondono, come già segnalato da tanti malcapitati, tentativi di raggiri, furti con destrezza o magari ancora qualcosa di peggio. Come accaduto alla donna che vive sola in un'abitazione nella zona di via dei Preti trovata in stato confusionale e con la casa a soqquadro, tanto che si pensa che la stessa sia stata narcotizzata prima di essere stata derubata. A trovarla così nei giorni scorsi erano stati i vigili del fuoco allertati da alcuni conoscenti della donna preoccupati per non averla vista per ore. Sono dunque numerosi gli anziani che raccontano questi episodi con l'intento di farlo sapere ma soprattutto di fare in modo che nessun altro cada nelle trappole della coppia di ragazzi (un maschio e una femmina, dove solitamente è lei a condurre la conversazione). Anche in questi casi la prevenzione è l'arma migliore. E soprattutto è bene diffidare di quanti non si conoscono, avendo l'accortezza di non farli entrare in casa.