Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Coach di basket sotto indagine: "Atleti molestati"

Maurizio Muccini
  • a
  • a
  • a

Il mondo gli è crollato addosso in una calda mattina d'estate. Quando un ragazzino, tra l'altro suo ex allievo, si era recato dai carabinieri per raccontare qualcosa di agghiacciante. E cioè che il coach di basket, molto conosciuto in tutta l'Umbria, lo aveva molestato. In più di una occasione, sia all'interno della palestra che fuori. Gesti che di “affettuoso” avevano ben poco, sempre secondo la tremenda accusa. Tanto da far scattare una denuncia. Con tanto di nomi di altre presunte vittime, tutte dello stesso gruppo sportivo, anche loro giovanissimi amanti della palla a spicchi (di un'età che va dai quindici ai venti anni). Che successivamente avrebbero riferito durante i primi interrogatori altre scottanti “verità”. Come quei palpeggiamenti consumati addirittura in una lavanderia adiacente la struttura, o di quell'abbraccio a sorpresa e interminabile a cui “era difficile staccarsi”. Da qui è partita l'inchiesta della procura di Perugia sull'allenatore di quarantotto anni, sostenuta dal pubblico ministero Valentina Manuali. Fino al punto che nel mese di luglio scorso era scattata una misura cautelare nei confronti del mister (agli arresti domiciliari), con il giudice per le indagini preliminari Lidia Brutti che però in sede di interrogatorio di garanzia lo aveva rimesso in libertà, convinta che le tesi sostenute dall'indagato si muovevano su basi solide. Considerato pure che, nel frattempo, il trainer finito nel ciclone si era dimesso da tutti i suoi ruoli in ambito sportivo. La squallida vicenda - ancora però tutta da chiarire - è arrivata al punto cruciale proprio nella giornata di mercoledì 14 ottobre, quando è andato in scena un drammatico incidente probatorio voluto per acquisire e quindi cristallizzare le testimonianze dei ragazzi stessi (otto per l'esattezza, tre ascoltati di prima mattina), tra cui quelle di tre minorenni. Audizioni protette, quindi. Con allenatore e atleti in due stanze diverse del tribunale. Che mai hanno incrociato i loro sguardi. Non sono mancate mezze verità, particolari inquietanti, accuse dirette e senza esitazioni. Ma anche tentennamenti da parte di chi - come sostiene la difesa dell'uomo (rappresentata in aula dagli avvocati Luca Maori e Donatella Donati) ha frainteso “quei gesti affettuosi in qualcosa di veramente brutto. Un eccesso di confidenza, nulla di più. Le violenze sessuali? Lui non ha infastidito proprio nessuno. Ripeto, erano semplici incoraggiamenti ai giovani atleti per invitarli a proseguire nell'attività sportiva”. L'udienza fiume si è protratta fino alle ore 19. Ora non resta che la decisione finale: cioè chiedere l'archiviazione o fissare la data dell'udienza preliminare.