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Gemello nato morto, ginecologi a processo: perizia sotto la lente

Ale. Bor.
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E' stata discussa a Perugia venerdì 9 ottobre la perizia svolta dai consulenti nominati dal giudice Daniele Cenci nel processo che vede imputati due ginecologi e un'ostetrica per il caso di un parto gemellare concluso con la morte di uno dei due bimbi e lesioni per la madre. Le conclusioni suonano favorevoli per gli imputati. Secondo i periti, i professori universitari Giorgio Bolino e Gianluca Cascialli, da parte dei sanitari “risultano tecnicamente adempiuti gli obblighi di diagnosi, cura e assistenza propri della prestazione medica e ostetrica”. Non solo: “le condotte poste in essere da ciascuno dei sanitari imputati risultano conformi alle linee guida e alle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica ostetrico-ginecologica”; “L'unico rilievo critico - dice la perizia - può essere intravisto nella mancata esecuzione di indagini flussimetriche nel corso degli accertamenti periodici durante la gravidanza e al momento del ricovero”. Ma con una precisazione: “l'efficacia di tale indagine non risulta univocamente indicata in letteratura e nel complesso la sua mancata esecuzione non può essere posta in diretta correlazione con il decesso del feto”. Circa le condotte dei sanitari si precisa altresì che “non sussistono nel loro operato profili di colpa né di tipo omissivo né commissivo”. Il caso, si aggiunge, aveva “i caratteri della speciale difficoltà sia in corso di gravidanza sia al momento del ricovero”. Venerdì prossimo inizia la discussione.