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Ruba gioielli e li rivende, nei guai collaboratrice domestica

Alessandra Borghi
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Il business della rivendita di gioielli. Un vero affare quando non sono i tuoi. E' quanto avrebbe sperimentato una collaboratrice domestica di origini rumene, almeno per un po', secondo il capo di imputazione con cui è finita a processo. Avrebbe prelevato i monili dai cassetti in cui li custodiva la sua datrice di lavoro. Un furtarello ogni tanto, per non farsi scoprire e andare avanti il più possibile. Finché non sono sorti sospetti. E' accaduto perché a un certo punto i rapporti si sono irrigiditi. E la datrice di lavoro ha cominciato ad avere sospetti finché ha constatato che diversi monili mancavano all'appello. E' seguita la scoperta che erano stati venduti a un compro oro (il titolare avrebbe confermato che a portarli era stata la rumena). Fatti per cui la straniera è finita a processo a Perugia per furto aggravato davanti al giudice Noviello. Stando al capo di imputazione, tra la fine del 2011 e la metà del 2012 la donna (classe 1970) avrebbe venduto monili al compro oro per sette volte tra collane, catenine, ciondoli, bracciali, orecchini. Altri gioielli - sempre secondo l'accusa - sarebbe invece stati portati direttamente in Romania. Il valore complessivo della refurtiva ammonterebbe a 10mila euro. Il furto contestato è aggravato dall'abuso di “relazioni domestiche”. La datrice di lavoro si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Laura Modena. Non per una questione di soldi - ha spiegato al giudice - ma perché è rimasta amareggiata dal fatto di essere stata derubata da una persona che sarebbe stata perfettamente a conoscenza del valore anche affettivo rivestito da diversi gioielli per la proprietaria. All'istruttoria il compito di passare al vaglio la fondatezza delle accuse.