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Rivelazioni a collega indagato, maresciallo perugino nella bufera

Roberto Minelli
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Per favorire un collega, finito sotto inchiesta per un giro di spaccio, avrebbe aperto un file per carpire i segreti dell'indagine stessa. E avrebbe pure falsificato, qualche mese prima, un'annotazione di servizio. Queste le pesanti accuse nei confronti di un 49enne perugino, già maresciallo capo dell'Arma (al tempo comandante del radiomobile di Faenza), residente da diversi anni a Imola. Che ora rischia tre anni di carcere, cioè quanto chiesto nei giorni scorsi dalla procura di Ravenna. L'indagato ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo con forza attraverso i suoi legali, che lui in quel file c'era entrato per caso solo per vedere l'elenco degli extracomunitari già espulsi da Faenza. E quindi non per rivelare il contenuto dell'indagine al suo collega. Collega, originario di Chieti e oggi di professione fornaio, che per l'attività di spaccio ha già patteggiato una pena di tre anni e otto mesi di reclusione. Il giudice Milena Zavatti ha fissato a inizio dicembre prossimo l'udienza per eventuali repliche e sentenza.